Economia

La Puglia che pensa al dopo CovidEcco alcune soluzioni per crescere


Mezzogiorno, 29 maggio 2020 – 21:30

Esce «Decollare controvento.Cronache dalla galassia Puglia» del giornalista Luciano Sechi e di Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia



Proporre alcune strade per la ripresa, evitando slogan o generiche affermazioni di principio. È l’obiettivo del libro «Decollare controvento. Cronache dalla galassia Puglia» (Edizioni dal Sud) del giornalista Luciano Sechi e di Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia, in uscita in questi giorni. Un’analisi che mette in sequenza la situazione economica e sociale prima della crisi del Covid-19 e durante la pandemia, proponendo da un’ottica locale un ragionamento e risposte concrete sul processo di trasformazione profondo della regione. La Puglia del resto, sottolineano gli autori, «è sempre stata un’anomalia, diversa dal resto del Sud, con tante specificità di dinamismo imprenditoriale, di forza, magari levantina, del darsi da fare». L’analisi, corroborata da focus di settore, dall’agroalimentare, all’edilizia, dal legnoarredo alla moda, dalla meccatronica al turismo, che dimostrano come prima della pandemia la Puglia cercasse di superare finalmente la crisi del 2008/09, offre spunti e proposte guardando anche al di là dei confini locali e nazionali.

La situazione

Se è vero che la situazione è difficile, ragionano gli autori, questo non può essere un alibi per evitare di affrontare, senza preconcetti di schieramento politico o ideologico, le questioni di merito. Certo la Puglia è diversa. Un Mezzogiorno «più attivo, più dinamico, capace di performance inattese come quelle del distretto del salotto nato autonomamente capace di affrontare le intemperie dei mercati esteri, senza aiuti e sostegni, in un territorio che un tempo era l’impero della Cassa del Mezzogiorno». Agli ultimi lunghi anni di crisi ora si è aggiunta quella innescata dalla pandemia. C’è stata la tragedia dell’Ilva ed oggi c’è l’incertezza sul futuro di Arcelor Mittal, la desertificazione della zona industriale di Bari, il progressivo depauperamento del tessuto produttivo nel Salento e in Capitanata, l’indebolimento dell’agricoltura, che comunque rimane un pilastro dell’economia regionale, colpito anche dalla xylella.

Il contesto

Eppure, nonostante tutto, sottolineano Sechi e Triggiani, grazie anche alle fiction e ai film girati sulle rive dell’Adriatico, nelle stradine delle città bianche della costa e nella terra delle pizzica, la Puglia ha continuato a rappresentare una sorta di luogo meraviglioso, paradiso per turisti, buen retiro per grandi attrici e vip dello spettacolo e della politica, scenografia di favolosi matrimoni esotici, approdo esclusivo di un turismo d’elite, in grado di far concorrenza al Chiantishire. Una sorta di terra magica senza quegli arcaismi immanenti tipici di altri territori del Sud Italia, in grado di rappresentare un equilibrio tra bellezze naturali e capacità produttive. Una vera anomalia per il Mezzogiorno. Un’anomalia che però i numeri delle statistiche e la rabbia di disoccupati, soprattutto giovani e laureati troppo spesso costretti a far rotta verso nord hanno incrinato.

La spinta del welfare familiare

Uno scenario feroce che solo il tipico welfare familiare meridionale ha saputo mitigare. Certo gli investimenti culturali rimangono importanti ma ormai c’è un problema di interventi strutturali anche a fronte di un ceto imprenditoriale quasi autoreferenziale – se si escludono alcune rare lodevolissime eccezioni – che è in grado, troppo spesso, più di galleggiare che di rilanciare. Il tutto mentre si sta affacciando l’incombenza di un riordino del sistema del credito locale che specie in una fase di auspicabile ripresa avrà un ruolo determinante se avrà la capacità di puntare decisamente a investimenti e sviluppo, a innovazione e occupazione. Solo così – sottolineano ancora gli autori – sarà possibile anche rilanciare i consumi e allentare le rigidità di tenuta delle economie familiari, i cui margini si vanno assottigliando. Se le famiglie rimarranno a pane e acqua, ben difficilmente ci sarà spazio per taralli e focacce e tante saracinesche non potranno che rimanere abbassate.

29 maggio 2020 | 21:30

© RIPRODUZIONE RISERVATA





Source link

Leave a Reply