Economia

Ubi passa a Intesa, Opas fa il pieno di adesioni: 90,21% | Messina: "Saremo il pilastro della ripresa del Paese"



Si è chiusa ufficialmente stasera con un adesione finale superiore al 90%  l’Opas lanciata da Intesa SanPaolo su Ubi Banca. Un esito rinviato di due giorni dopo quanto stabilito da Consob, che  a inizio settimana aveva esteso il periodo di adesione, posticipando la scadenza dal 28 luglio precedentemente stabilito a oggi. E proprio nelle ultime ore le adesioni si sono fatte piu’ massicce crescendo in 48 ore quasi del 20%.

 

Messina: “Siamo tutti vincitori” – “Oggi portiamo a termine un’operazione che ci vede tutti vincitori: grazie alla decisione – di cui siamo orgogliosi – del 90,2% degli azionisti di UBI Banca di entrare a far parte di Intesa Sanpaolo, daremo vita a una nuova realtà in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano e di ricoprire un ruolo di leader nello scenario bancario europeo”. Ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando il risultato dell’opas su Ubi Banca.

 

“Saremo il pilastro della ripresa del Paese” – “Siamo convinti che la nostra banca – motore dell’economia reale e sociale – rappresenterà il pilastro della fase di ripresa che il Paese si pone come principale obiettivo”, ha proseguito Carlo Messina. L’operato delle Autorità competenti, nei confronti delle quali esprimo vivo apprezzamento, ha consentito di “concludere l’operazione nei tempi previsti”, aggiunge Messina. “Altrettanto decisiva – prosegue – è stata la professionalità del team di Intesa Sanpaolo, impegnata in questo complesso progetto e dei consulenti che ci hanno assistito. Sarà il cda di Intesa Sanpaolo a deliberare sull’avveramento delle condizioni sospensive. “La creazione – evidenzia Messina – di una nuova realtà, leader nella crescita sostenibile e inclusiva – forte del radicamento nei territori di appartenenza – genererà benefici per chiunque ne sarà parte: gli azionisti, ora ancora più numerosi, pilastro alla base del posizionamento della nostra banca ai vertici europei del settore; le famiglie, che con i loro risparmi rappresentano la base delle prospettive di crescita della banca; le imprese, di cui sosterremo i progetti di rilancio e espansione, in particolare nei mercati internazionali”. 

 

Chi non ha aderito può cedere le azioni – Gli azionisti che fino ad oggi non hanno aderito all’Opas ora hanno la possibilità di chiedere ed ottenere da Intesa l’acquisto dei titoli. Due le possibilità di pagamento delle azioni: nel primo caso l’azionista potrà chiedere di ottenere il corrispettivo originario dell’offerta ossia 17 azioni Intesa per
ogni 10 di Ubi più la parte cash di 0,57 euro. Nel secondo caso l’azionista potrà chiedere di vendere in cambio di un corrispettivo tutto in denaro. In questo caso per stabilire il prezzo di ogni azione bisognerà fare la media del valore del titolo nelle ultime cinque chiusure di Borsa a ritroso da oggi. Il sell out durerà tre settimane e l’inizio del periodo verrà definito da Intesa raccolte le indicazioni di Consob e Borsa Italiana. 

 

Con la fusione nasce la settima banca d’Europa – La vittoria di Intesa era comunque stata raggiunta già due giorni fa quando Borsa Italiana aveva comunicato un balzo delle adesioni al 71,9% superando cosi’ l’asticella del 66,67% che consente a Intesa SanPaolo di procedere alla fusione per incorporazione di UBI, detenendo il controllo delle assemblee straordinarie di UBI Banca, e dunque potendo assicurarsi il via libera alla vendita di oltre 500 sportelli della banca risultante dalla fusione a Bper. Vendita che potrebbe avvenire anche entro l’anno, con la fusione che potrebbe andare in scena entro aprile 2021, in coincidenza alla presentazione dei conti annuali. Una fusione destinata a dar vita alla settima banca europea in grado di generare 5 miliardi di utili, gestire 460 miliardi di impieghi e oltre mille miliardi di risparmio gestito.

Si andrà verso le dimissioni del board Ubi – I tempi dell’operazione sono stati finora rispettati: oggi è terminata l’Opas e il 3 agosto Ubi presenterà la sua ultima semestrale da istituto indipendente e in quell’occasione la presidente Letizia Moratti e il ceo Victor Massiah trarranno un bilancio finale per soci e dipendenti. Poi secondo indiscrezioni ci potrebbero essere le dimissioni del board, che resterebbe comunque in carica per l’ordinaria amministrazione, mentre il neoazionista tra settembre e ottobre dovrà convocare un’assemblea per nominare il consiglio cui toccherà procedere alla cessione degli sportelli a Bper: vendita che secondo quanto stabilito dall’Antitrust dova’  avvenire entro sei mesi dalla fine dell’operazione.

I soci storici hanno ceduto all’ultimo – Un’operazione che si è concretizzata negli ultimi giorni dopo la capitolazione dei soci storici di UBI Banca e il rilancio di Intesa che aveva deciso  di aumentare l’offerta aggiungendo una cifra cash. Dopo l’adesione di grandi soci come Fondazioni Crc (5,9%), Banca del Monte di Lombardia (3,9%), Cattolica (1%) e il patto dei soci bresciani (8%) anche altri soci hanno deciso di aderire: ultimo il  fondo Silchester, che deteteneva l’8,5% del capitale



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