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Coppia, estate: quando vacanza fa rima con gelosia



LA FIDUCIA E IL DIALOGO – In ogni stagione, la parola d’ordine per un rapporto di coppia sano ed equilibrato è fiducia. Questo sentimento di basa su un altro presupposto, ovvero la sincerità reciproca. Se il rapporto di fonda su questi capisaldi ed entrambi i partner li tengono ben presenti, tutto andrà a buon fine.  Da questi presupposti può partire un dialogo sano, basato su un confronto leale e sereno: uno dei due si è comportato in modo che in qualche modo ha infastidito l’altro o lo ha messo in sospetto? Basterà parlarne per chiarire l’eventuale equivoco. Chi è la ragazza accanto al nostro partner nella foto sulla spiaggia, della quale non ci eravamo accorte, o che continua a inviare messaggi troppo frequenti, per non farci pensare male? Possiamo chiederlo e, al limite, anche insistere un po’ se la risposta non ci pare soddisfacente. Al limite possiamo anche chiedere al nostro lui di bloccare il contatto. Prima di cadere vittima della spirale dei sospetti, è facile che lui ci dia retta.

 

ASSERTIVE Sì, AGGRESSIVE NO – Per vedere rispettato il nostro desiderio di un limite a comportamenti che ci infastidiscono siamo autorizzate ad argomentare, anche con decisione. Senza però trascendere e passare i limiti: una sana litigata può anche starci ed è senz’altro meglio che tenersi il muso per giorni. Cerchiamo però non esagerare: gli scontri troppo accesi lasciano l’amaro in bocca e non vale proprio la pena rovinare anche solo una piccola porzione della nostra vacanza. E, se alla fine la spuntiamo e riusciamo a ottenere quello che avevamo chiesto, siamo tenute a fidarci (almeno un po’) che poi lui terrà fede alla parola data. 

 

SE SIAMO IN VACANZA INSIEME – L’ideale è fare patti prima della partenza, specie se abbiamo già avuto delle esperienze litigarelle in passate occasioni. Riserviamo una serata a un franco confronto pre-partenza, in cui avanziamo le nostre richieste al partener in materia di comportamenti, uso dei social, eventuali amici o amiche della compagnia che uno dei due non vuole che l’altro frequenti. Prendiamo accordi e contrattiamo comportamenti e situazioni: naturalmente per ogni nostra richiesta a cui il partner accondiscende, dobbiamo essere pronte a cedere di conseguenza. Una volta in vacanza, poi, cerchiamo di non alimentare i sospetti eccessivi: se il nostro lui non merita almeno un po’ di fiducia, forse potrebbe essere il caso di ripensare l’intero rapporto. 

 

SE L’ESTATE È SEPARATA – Può succedere: il lavoro, la famiglia, gli impegni di entrambi. Se la scelta è stata condivisa e non esistono alternative, non facciamone una tragedia: non resta che cercare di ritagliarsi uno spazio alternativo, per quanto piccolo, da trascorrere insieme in un altro momento. Se invece la scelta è di uno solo dei due, la cosa può farsi più complicata: chi resta a casa si sentirà facilmente ferito e umiliato. Oltre a una gelosia incontrollata, può anche scattare la voglia di rivalsa: in questo caso occorre fare di tutto per non alimentare una spirale negativa, tormentando l’altro con continue telefonate e messaggi “di controllo”, oppure analizzando compulsivamente il suo profilo social in cerca di foto o messaggi rivelatori. Meglio vivere il tempo il più serenamente possibile: passerà più in fretta e ci si ritroverà a fine estate dopo una pausa che può essere salutare per entrambi.

 

OBIETTIVO RAZIONALITÀ – La gelosia è un sentimento che si alimenta delle nostre ansie segrete: uno dei metodi migliori per sconfiggerla è fare esercizio di razionalità. Nasce per lo più dal timore di essere abbandonati a favore di un nuovo compagno: non vergogniamoci di esprimere ad alta voce questa preoccupazione e non impediamo al nostro partner di rassicurarci, almeno a parole, che questo non avverrà mai. Accettiamo anche, magari, di scherzarci sopra con lui, se siamo certe che il gioco rimarrà del tutto privato. Chiediamo però al nostro lui (stavolta con la massima serietà), di comprendere e rispettare questa nostra paura, e di evitare comportamenti o atteggiamenti che possano alimentarla. Naturalmente vale il reciproco da parte nostra: no ai gesti troppo disinvolti e agli abiti troppo provocanti se mettono a disagio lui. Un contegno riservato e maggiore discrezione in compagnia sono richieste ragionevoli che non devono essere vissute come una rinuncia alla propria spontaneità e alla libera espressione di se stessi. Si tratta, piuttosto, di elementari gesti di cortesia e di comprensione nei confronti di una persona che amiamo.
 





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